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	<title>festival di teatro sociale </title>
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		<title>festival di teatro sociale </title>
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		<title>Festival Vulnerabile 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 10:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>officineportroyal</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da www.fuorilemura.com «La mancanza di necessità che questo nostro essere sia vulnerato non lo rende invulnerabile». Con questa frase di Sant’Agostino veniva introdotto la passata edizione del Festival Vulnerabile che anche quest’anno è tornato, dal 25 al 31 ottobre, nelle sale del Lanificio Factory di via Pietralata 159 a Roma. Una rassegna di teatro vulnerabile [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vulnerabile.wordpress.com&amp;blog=9367811&amp;post=180&amp;subd=vulnerabile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://vulnerabile.files.wordpress.com/2010/11/img_5742-1280x768.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-181" title="IMG_5742 [1280x768]" src="http://vulnerabile.files.wordpress.com/2010/11/img_5742-1280x768.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" width="200" height="300" /></a>Da <a href="http://www.fuorilemura.com/">www.fuorilemura.com</a></p>
<p style="text-align:justify;">«La mancanza di necessità che questo nostro essere sia vulnerato non lo rende invulnerabile». Con questa frase di Sant’Agostino veniva introdotto la passata edizione del Festival Vulnerabile che anche quest’anno è tornato, dal 25 al 31 ottobre, nelle sale del Lanificio Factory di via Pietralata 159 a Roma. Una rassegna di teatro vulnerabile nel senso più umano e profondo del termine: «un teatro attuale fatto da esseri umani che accettano la propria vulnerabilità» spiega Riccardo Vannuccini, direttore artistico del festival e regista di Las Meninas, uno degli spettacoli in programma nel festival. Vulnerabili come le donne, o meglio come il modo femminile di stare al mondo, più incline alla ricerca e alla creazione che all’affermazione, oppure come gli stranieri in un paese non conosciuto in cui ti devi presentare e raccontare con la lingua d’altri, come i carcerati che hanno la vita controllata da altri dalla mattina alla sera come i bambini, o i ragazzi con handicap mentali che raccontano senza filtri un teatro che non crea la duplicazione illusoria del reale ma è azione e mondo vissuti a pieno. <span id="more-180"></span></p>
<p style="text-align:justify;">«Per vulnerabilità umana intendiamo la connessione intima con la nostra dipendenza dagli altri, la dimensione relazionale dell’essere umano». Relazione, per un teatro che vuole sfuggire alle forme di intrattenimento ma si presenta, come nella tradizione antica sia in occidente che in oriente, come un organismo culturale che promuove e organizza relazioni tra le persone. E in questo relazionarsi tra esseri umani tanto raro nei modelli teatrali contemporanei troppo spesso appiattiti sui modelli televisivi, gli spettatori, che devono sempre essere in numero ridotto negli spettacoli del festival, smettono di essere compratori di un prodotto finito e confezionato ma assistono attivamente, nel senso della relazione, a un teatro non finito, che accetta l’imperfetto, la prova, la variazione.</p>
<p style="text-align:justify;">È così che in Las meninas, andato in scena dal 25 al 27 ottobre, è stata aggiunta alla compagnia multietnica del Cane pezzato, diretta DSC_7307da Riccardo Vannuccini, un’attrice iraniana rispetto allo spettacolo che ha partecipato al Festival dei due mondi di Spoleto a luglio. Un corpo in più sulla scena che si muove tra i tavoli e le musiche di uno spettacolo che non si può imparare a memoria e che cerca la propria autenticità nella sua imperfezione, nei suoi buchi, nel suo essere tentativo di raccontare e non di essere racconto. Più che uno spettacolo finito Las meninas è l’azione che lo prepara. In opposizione a tutto ciò «il sentirsi invulnerabile porta a non cercare nulla in virtù del fatto che ci si sente compiuti, finiti» spiega Riccardo Vannuccini.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche Individual di Cecilia Muti, in scena il 28 e il 31 ottobre, fonda la propria forza nella semplice presenza dell’attrice sul palco. All’inizio del percorso che come in una danza l’attrice percorre durante la performance, Cecilia Muti sta immobile per qualche minuto davanti al pubblico. Ed è qui che sentirla respirare, sentire respirare un altro essere umano, diventa per chi lo vive un’azione appena conosciuta ma essenziale. «Individual» spiega Cecilia Muti «è la ricerca disperata di un radicamento che si possa fondare sulla propria persona come essere unico e originale. Quella particolare forza che in quel determinato essere si incarna».</p>
<p style="text-align:justify;">Maria Sandrelli invece, regista di Agamennone, in scena il 29 ottobre in collaborazione con Eta Beta di Viterbo, la Cooperativa sociale Gli anni in tasca e la Compagnia del Mediterraneo e il 30 con Acquasale, realizzato con 17 ragazzi affetti da malattie neuropsichiatriche, ha cercato «una parola che non fosse familiare e innocua, ricavata sui modelli televisivi, una parola che fosse essa stessa azione. Un parlato che è grido, fiato, polmoni, fatica nel pronunciarlo». Una fatica che ha caratterizzato ogni passo dei ragazzi sulla scena, ogni loro gesto, ogni sforzo. E ognuna di queste azioni in Agamennone diventa di per sé stessa racconto al di là del resto della narrazione.<br />
Passi incerti e per questo coraggiosi in una guerra, come quella per sconfiggere Troia, lunga dieci anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Infine, per chiudere la rassegna, il 31 ottobre AKR TEATRO ha presentato Prima Regola a non essere salvata: Burning Antigone, un progetto di ricerca intorno alla tragedia. «Un’indagine frammentaria, un’ipotesi sognata» scrive nella presentazione AKR Teatro. Un’Antigone di cui ognuno può farsi l’immagine che preferisce. «La storia di una fragile eroina, volubile e coraggiosa, è qui riscritta negli schemi sintetici e parziali di un canovaccio, di uno schizzo drammatico, con il quale si intende delineare una dimensione possibile del tragico nella contemporaneità».</p>
<p style="text-align:justify;">Festival di teatro vulnerabile<br />
Direzione artistica Riccardo Vannuccini<br />
Realizzato con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di Roma Capitale<br />
Al Lanificio Factory, via di Pietralata 159, Roma</p>
<p style="text-align:justify;">Spettacoli della rassegna</p>
<p style="text-align:justify;">Las meninas<br />
Regia di Riccardo Vannuccini<br />
Con la compagnia del Cane Pezzato<br />
Con Alba Bartoli, Maria Sandrelli, Lars Rohm, Cecilia Muti, Tiziana Tiberio, Sona Baradaran Amini Farsi, Riccardo Vannuccini</p>
<p style="text-align:justify;">Individual<br />
Studio n. 1 di Cecilia Muti<br />
Con Cecilia Muti</p>
<p style="text-align:justify;">Agamennone<br />
Regia di Maria Sandrelli<br />
In collaborazione con l’associazione culturale King Kong Studios e con con ETABETA / UOC di NPI ASL Viterbo Coop sociale Gli anni in tasca  e con la Compagnia del mediterraneo</p>
<p style="text-align:justify;">Con Martina Casagrande, Veronica Vaporizzo, Elena Ceccarelli, Matteo Cristofari, Tommaso Cristofori<br />
Andrea Fabi, Luciana Leonetti, Giulia  Magnanimi, Viviana Natali, Claudia Oroni, Valeri Pinzi, Tiziano Piscini, Simone Ramacciani, Alessia Sanetti, Chiara Turchini, Marta Traili, Riccardo Zampetta</p>
<p style="text-align:justify;">Responsabile del progetto per la ASL VT Dott. Marco Marcelli  Assistenti alla regia Andra Fabi e Valeria Pinzi; costumi Ferdinando Ammore, Martina Balletti;  scenografo Marco Pasquini; musiche Rocco Cucovaz eseguite da Enrico Morello (percussioni), Gianluca Pizzorno (contrabbasso); Conduttore training preparatorio Serena Renzi. Responsabili progettuali, educativi e formativi: Martina Balletti, Giampietro Brizi, Lorella Catalani, Imelde Di Maio, Alberto Furlan, Paola Maggi, Orlando Meloni, Susi Ostarello.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima regola a non essere salvata Burning Antigone<br />
AKR TEATRO<br />
progetto di ricerca intorno alla tragedia<br />
con Domenico Catano, Maria Laura De Bardi, Aurora Kellermann<br />
drammaturgia e regia AKRteatro<br />
proiezioni live e disegno luci Domenico Catano<br />
musiche Domenico Catano e Riccardo Cocozza</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vulnerabile.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vulnerabile.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vulnerabile.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vulnerabile.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vulnerabile.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vulnerabile.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vulnerabile.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vulnerabile.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vulnerabile.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vulnerabile.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vulnerabile.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vulnerabile.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vulnerabile.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vulnerabile.wordpress.com/180/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vulnerabile.wordpress.com&amp;blog=9367811&amp;post=180&amp;subd=vulnerabile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Festival Vulnerabile 2010</title>
		<link>http://vulnerabile.wordpress.com/2010/10/03/172/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 23:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>officineportroyal</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programma 2010]]></category>
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		<description><![CDATA[Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e Comunicazione Artestudio Associazione culturale F e s t i v a l   v u l n e r a b i l e   1 0 terza edizione R o m a LANIFICIO  FACTORY VIA DI PIETRALATA159 25-31 ottobre 2010 D i r  e z i o n [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vulnerabile.wordpress.com&amp;blog=9367811&amp;post=172&amp;subd=vulnerabile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://vulnerabile.files.wordpress.com/2010/10/logo-roma-capitale-copia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-176" title="20100914_ML_A_specifica_4c" src="http://vulnerabile.files.wordpress.com/2010/10/logo-roma-capitale-copia.jpg?w=300&#038;h=98" alt="" width="300" height="98" /></a></p>
<p><strong>Comune di Roma</strong></p>
<p>Assessorato alle Politiche Culturali e Comunicazione</p>
<p><strong>Artestudio</strong></p>
<p>Associazione culturale</p>
<h1 style="text-align:center;"><span style="color:#800000;"><strong>F e s t i v a l   v u l n e r a b i l e   1 0</strong></span></h1>
<h3 style="text-align:center;">terza edizione</h3>
<p style="text-align:center;"><strong>R o m a<br />
</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>LANIFICIO  FACTORY</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>VIA DI PIETRALATA159</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>25-31 ottobre 2010 </strong></p>
<p style="text-align:center;">D i r  e z i o n e  a r t i s t i c a  R i c c a r d o  V a n n u c c i n i</p>
<h4>PROGRAMMA 2 0 1 0</h4>
<p><strong>A C C A M P A M E N T O </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>ovvero prove a vista del lavorìo teatrale</em></p>
<p><strong>SPETTACOLI LABORATORIO</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>25-26-27 ottobre </strong><strong> </strong></p>
<p><strong>ORE21.00 </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>ingresso 5 euro</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>IL CANE PEZZATO </strong>in collaborazione con il 53FESTIVAL DI SPOLETO</p>
<h2><span style="color:#800000;"><strong>LAS MENINAS </strong></span></h2>
<p><strong>DI  R I C C A R D O  V A N N U C C I N I </strong></p>
<p><strong>Con ALBA BARTOLI, MARIA SANDRELLI, LARS ROHM, CECILIA MUTI, TIZIANA TIBERIO, SONA BARADARAN AMINI FARSI, </strong><strong>RICCARDO VANNUCCINI</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Più che lo spettacolo o la performance, con LAS  MENINAS possiamo vedere l’azione che lo prepara.  Questo movimento compositivo, colto nel suo farsi come per la preparazione del gesto atletico del tuffatore o dell’ acrobata, si muove ancora da figura a figura appoggiandosi sulle incertezze.  La performance non mette in scena un racconto, ma il lavorìo artistico che lo prepara; ovvero l’oggetto è il tentativo di raccontare e non il racconto.  In scena l’incertezza, l’esitazione. Lei, l’attrice in scena, non è quella veduta, ma è quella che guarda. La performance mette assieme alla rinfusa pagine e paginette per un parlare in glossa che prova la cantata delle parole barbare, velate, che non sono soltanto suono ma che non sono ancora diventate linguaggio significante. Si tratta di un teatro senza significati dunque e senza rimandi, senza origine: teatro come azione d’arte in sé dove il corpo voce è inteso come pensiero della voce sola (<em>cogitatio secundum vocem solam</em>).  Teatro esperienza che dimora nell’ azione scenica e che non rimanda a nessuna <em>res</em>. Teatro senza spettacolo, temporaneo e senza vantaggio, senza messaggio e senza scontrino. Teatro senza senso, se non quello del teatro e dell’ azione teatrale immediata e provvisoria, manchevole e in movimento. Teatro minore e femminile che sparisce e che finisce in un bel nulla. Teatro del deserto.</p>
<p><strong>2 8 ottobre</strong></p>
<p><strong>ORE21.00 </strong></p>
<p><strong>MUSES </strong></p>
<h2><span style="color:#800000;"><strong>INDIVIDUAL </strong></span></h2>
<p><strong>Studio n.1  di CECILIA MUTI</strong></p>
<p><strong>Con  C E C I  L I A  M U T I</strong></p>
<p><strong>Costumi di Francesca Traverso<br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Demoni – Sentiero – Liberazione. Galleggiare sulle cose, cadere, strisciare e rialzarsi.<br />
“Ho visto un nido in rovina in cima a un grande albero e questa vista era dolce come quella di un cuore che ha compiuto il suo lavoro.” Christian Bobin. Individuale = relativo alla persona singola; personale, particolare, singolare, originale. Solo questa l&#8217;indicazione del cammino. INDIVIDUAL è la ricerca disperata di un radicamento che si possa fondare sulla propria persona come essere unico, originale. Quella particolare forza che in quel determinato essere si incarna. Tentativo continuo di avvicinarsi sempre più alla propria natura profonda, strettamente connessa all&#8217;essere, alla vita, all&#8217;universo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed in qualunque respiro esistere, essere presente. Il linguaggio è  simbolico ma anche semplice e disvelato. Non c’è nessun artificio teatrale ma la propria e sola presenza indagante.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>2 9 ottobre<br />
</strong></p>
<p><strong>ORE 19.00 </strong></p>
<p><strong>KING KONG STUDIOS  In collaborazione con ETABETA / UOC di NPI ASL Viterbo</strong></p>
<p><strong>Coop sociale Gli anni in tasca  Compagnia del mediterraneo</strong></p>
<h2><span style="color:#800000;"><strong>AGAMENNONE </strong></span></h2>
<p>A cura di M A R I A  S A N D R E L L I</p>
<p style="text-align:justify;">Con Martina Casagrande, Veronica Vaporizzo, Elena Ceccarelli, Matteo Cristofari, Tommaso Cristofori</p>
<p style="text-align:justify;">Andrea Fabi, Luciana Leonetti, Giulia  Magnanimi, Viviana Natali, Claudia Oroni, Valeri Pinzi, Tiziano Piscini, Simone Ramacciani, Alessia Sanetti, Chiara Turchini, Marta Traili, Riccardo Zampetta</p>
<p style="text-align:justify;">Responsabile del progetto per la ASL VT Dott. Marco Marcelli  Assistenti alla regia Andra Fabi e Valeria Pinzi; costumi Ferdinando Ammore, Martina Balletti;  scenografo Marco Pasquini; musiche Rocco Cucovaz eseguite da Enrico Morello (percussioni), Gianluca Pizzorno (contrabbasso); Conduttore training preparatorio Serena Renzi. Responsabili progettuali, educativi e formativi: Martina Balletti, Giampietro Brizi, Lorella Catalani, Imelde Di Maio, Alberto Furlan, Paola Maggi, Orlando Meloni, Susi Ostarello.</p>
<p style="text-align:justify;">Due versioni dell’ AGAMENNONE con due gruppi diversi, ETABETA e ACQUASALE.</p>
<p style="text-align:justify;">Con questa messa in scena ho cercato una parola che non fosse familiare, innocua, ricavata su modelli televisivi, una parola che non servisse a descrivere le azioni, ma che fosse essa stessa azione. Un parlato che  è grido, fiato, polmoni, fatica nel pronunciarlo; e per sottolineare  questa fatica mi sono servita di alcuni oggetti  con l’intenzione di ostacolare ciò che viene detto e  ricercarne l’effetto di necessità, di suono-azione. Il risultato è un fondo sonoro in cui  a tratti scaturisce la voce che diventa, nella mia intenzione, l’essenza del bisogno profondo dell’espressione autentica. Il lavoro è stato  insomma sotteso dall’idea non  di avvicinare i ragazzi alla realtà dell’occhio, oggettiva, che condiziona e semplifica il linguaggio del nostro tempo, quanto di rivalutare la comprensione tramite l’orecchio che soggettivizza, favorendo l’immaginazione rispetto alla informazione. Un lavoro fatto assieme ai ragazzi di restituzione della parola al corpo, cercando di ri-comprendere la natura sensoriale della parola che supera a teatro la sua funzione di semplice e quotidiana comunicazione. Il testo torna a risuonare in un canto incomprensibile alludendo al mondo da immaginare.</p>
<p>“Parlare non può più ma cantare solo parole incomprensibili” (Edipo Re, Sofocle)</p>
<p><strong>3 0 ottobre<br />
</strong></p>
<p><strong>ORE  19.00 </strong></p>
<p><strong>KING KONG STUDIOS</strong></p>
<p><strong>In collaborazione con Acquasale</strong></p>
<p><strong>AGAMENNONE  VOL. II </strong></p>
<p>A cura di M A R I A  S A N D R E L L I</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>3 1  ottobre</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>ore 21.00</strong></p>
<p><strong>MUSES </strong></p>
<h2><span style="color:#800000;"><strong>INDIVIDUAL </strong></span></h2>
<p><strong>Studio n.2 di CECILIA MUTI</strong></p>
<p><strong>Con  C E C I L I A  M U T I</strong></p>
<p><strong>costumi di Francesca Traverso<br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color:#800000;"><strong>convers’azioni </strong></span></h2>
<p><strong>a cura di MARAM AL JABURI / nafta hotel</strong></p>
<p>spettacoli   workshop    foto    video<strong> </strong></p>
<p><strong>ingresso libero</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>incontro con AKR TEATRO</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>3 1  ottobre<br />
</strong></p>
<p><strong>ore 22.00</strong><strong> </strong></p>
<h2><span style="color:#800000;"><strong>PRIMA REGOLA NON ESSERE SALVATA </strong></span></h2>
<h2><span style="color:#800000;"><strong>BURNING ANTIGONE </strong></span></h2>
<p><strong>progetto di ricerca intorno alla tragedia</strong></p>
<p><strong>con Domenico Catano, Maria Laura De Bardi, Aurora Kellermann</strong></p>
<p><strong>drammaturgia e regia AKRteatro</strong></p>
<p><strong>proiezioni live e disegno luci Domenico Catano</strong></p>
<p><strong>musiche Domenico Catano e Riccardo Cocozza</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Un’indagine frammentaria, un’ipotesi sognata. Una drammaturgia del segreto che si srotola attraverso “la casuale rivelazione di ciò che è nascosto e la sua comunicazione”, come direbbe Kierkegaard. Si parte così, da una certa vaghezza. Di questa Antigone ognuno potrà farsi l’immagine che vorrà, anche se si tratta della celeberrima figura che deriva dalla vecchia tragedia. La storia di una fragile eroina, volubile e coraggiosa, è qui riscritta e inserita negli schemi sintetici e parziali di un canovaccio, di uno schizzo drammatico, con il quale s’intende delineare una dimensione possibile del tragico nella contemporaneità. Un quadro che, persa l’antitetica dimensione della legge, risulta sostanzialmente intimo, affettivo e assolutamente interiorizzato. Una composizione accennata, fragile e inorganica, incapsula l’indicibile segreto di Antigone.</p>
<p><strong>AKR</strong></p>
<p>I diversi elementi che compongono un evento teatrale non sono, nel nostro lavoro, ordinati in maniera gerarchica, bensì cooperano integrandosi per formare il nostro teatro. Il nostro processo creativo è collettivo, componiamo i nostri lavori attraverso discussioni e improvvisazioni, nelle quali musicisti, attori, tecnici, video maker e scrittori hanno lo stesso peso. Per</p>
<p>PRIMA REGOLA: NON ESSERE SALVATA Burning Antigone abbiamo utilizzato come materiale di lavoro testi di Sofocle, di Anouilh, di Brecht e della Yourcenar, ma anche testi originali di AKR e canzoni dei BON.NOT.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per tutta lla durata dell&#8217;evento </strong></p>
<p>ore 15.00 / 21.00</p>
<p><strong>VULNERABILE</strong></p>
<p><strong>mostra fotografica permanente </strong></p>
<p><strong>A cura  di  Y O K O  H A K I K O</strong></p>
<p>45 foto in BN sul tema del teatro sociale</p>
<p>Rebibbia Femminile</p>
<p>Rebibbia Regina Coeli</p>
<p>Rebibbia NC</p>
<p>Beirut</p>
<p>Hebron</p>
<p>Comunità terapeutiche Dipartimenti Salute Mentale</p>
<p>Donne vittime della tratta</p>
<p>Foto di</p>
<p><strong>MAX BIENATI  PIETRO FREDDI  FRANCESCO GALLI  FRANCESCA SANDRINI</strong></p>
<p><strong>MARIA SANDRELLI  ENZO MANICCIA<br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>e<br />
</strong></p>
<p>ore 15.00-21.00</p>
<p><strong>LA PIEGA </strong>video rassegna <strong> </strong></p>
<p><strong>a cura  d i  D A N I E L E  C A P P E L L I</strong></p>
<p>LETTERA DA CORVIALE, 30’ di Riccardo Vannuccini</p>
<p>CLEOPATRA, 30’ di Celeste Taliani</p>
<p>ROMA FEMMINA, 30’ di Alba Bartoli</p>
<p>HAMLET IN HEBRON, 20’ di Paolo Contursi</p>
<p>L’ARTE DEL TE’ A REBIBBIA, 30’ di Celeste Taliani</p>
<p><strong>I N F O</strong></p>
<p><a href="http://vulnerabile.wordpress.com">vulnerabile.wordpress.com</a></p>
<p>tel 06 3974 2463   cell 338 12 40 457</p>
<p><a href="mailto:info@artestudiox.org">info@artestudiox.org</a> <a href="mailto:artestudiox@libero.it">artestudiox@libero.it</a> <a href="http://www.artestudiox.org/">www.artestudiox.org</a></p>
<p>Direzione Generale</p>
<p>Alba Maria Ungaro Bartoli</p>
<p>Direzione Tecnica</p>
<p>Daniele Cappelli</p>
<p>Coordinamento e Assistente al progetto</p>
<p>Ylenia Sina</p>
<p>Allestimenti</p>
<p>Ferdinando Ammore, Yoko Hakiko, Maram Al Jaburi</p>
<p>Ufficio Stampa</p>
<p>Y)S</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vulnerabile.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vulnerabile.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vulnerabile.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vulnerabile.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/vulnerabile.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/vulnerabile.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/vulnerabile.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/vulnerabile.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vulnerabile.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vulnerabile.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vulnerabile.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vulnerabile.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vulnerabile.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vulnerabile.wordpress.com/172/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vulnerabile.wordpress.com&amp;blog=9367811&amp;post=172&amp;subd=vulnerabile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>ecco il video di Femmina F</title>
		<link>http://vulnerabile.wordpress.com/2009/10/31/ecco-il-video-di-femmina-f/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 16:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>officineportroyal</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://vulnerabile.wordpress.com/2009/10/31/ecco-il-video-di-femmina-f/"><img src="http://img.youtube.com/vi/eArPW56Rgi0/2.jpg" alt="" /></a></span>
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	</item>
		<item>
		<title>programma festival vulnerabile/rassegna di teatro sociale</title>
		<link>http://vulnerabile.wordpress.com/2009/09/07/programma-festival-vulnerabilerassegna-di-teatro-sociale/</link>
		<comments>http://vulnerabile.wordpress.com/2009/09/07/programma-festival-vulnerabilerassegna-di-teatro-sociale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 16:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>officineportroyal</dc:creator>
				<category><![CDATA[il programma..]]></category>
		<category><![CDATA[artestudio]]></category>
		<category><![CDATA[claudio collovà]]></category>
		<category><![CDATA[femmina]]></category>
		<category><![CDATA[ferdinando ammore]]></category>
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		<category><![CDATA[rebibbia reclusione]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo della pietra]]></category>
		<category><![CDATA[tarsia san giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[teatro sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[                                 ArteStudio   festival vulnerabile rassegna di teatro sociale           La manifestazione è realizzata con il sostegno del Comune di Roma. Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione a cura di Riccardo V. Della Pietra “La mancanza di necessità che questo nostro essere sia vulnerato non lo rende invulnerabile” Agostino FESTIVAL VULNERABILE proverà ad essere un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vulnerabile.wordpress.com&amp;blog=9367811&amp;post=3&amp;subd=vulnerabile&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong> </strong></p>
<h1 style="text-align:center;">             <span style="color:#ff9900;">                  ArteStudio</span></h1>
<h1 style="text-align:center;"> </h1>
<p><strong>festival vulnerabile</strong></p>
<p><strong>rassegna di teatro sociale</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>          La manifestazione è realizzata con il sostegno del Comune di Roma. Assessorato alle Politiche Culturali e</strong><strong> della Comunicazione </strong></p>
<p><strong>a cura di Riccardo V. Della Pietra</strong></p>
<p><em>“La mancanza di necessità che questo nostro essere sia vulnerato non lo rende invulnerabile” </em></p>
<p><em>Agostino</em></p>
<p style="text-align:justify;">FESTIVAL VULNERABILE proverà ad essere un luogo, un teatro della prova, dove con l’attore lo spettatore è un partecipante attivo, l’<em>altro </em>attore, che si allena e si prepara ad entrare nella scena della vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo gli spettacoli provengono da luoghi del disagio (carcere, centri di igiene mentale e una compagnia multietnica con rifugiati politici e immigrati) o da esperienze laboratoriali ed è previsto un numero contenuto di spettatori-partecipanti (per un massimo di 80).</p>
<h2>LANIFICIO 159  VIA DI PIETRALATA 159<strong> </strong></h2>
<h2>Dal 17 al 24 ottobre</h2>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color:#ff6600;">3 SPETTACOLI teatrali  ORE 21.00 ingresso 5 euro</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color:#ff9900;">REBIBBIA RECLUSIONE / MUSES / GRUPPO LIBERO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#ff9900;">IL GARZONE DEL MACELLAIO di FERDINANDO AMMORE  </span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#ff9900;">17 e 18 ottobre  ore 21.00</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong>2 attori, 2 musicisti</p>
<p style="text-align:justify;">L’attore detenuto o il detenuto attore GAETANO CAMPO presenta uno spettacolo di FERDINANDO AMMORE ripreso dal testo di Patrick MacCabe IL GARZONE DEL MACELLAIO. Storia di una infanzia difficile che sfocia in omicidio e follia. La vicenda dall’Irlanda si sposta a Messina e riguarda il nostro tempo. Confessione, intervista, dedica, canzone e poesia dove si mischiamo fino a confondersi realtà e finzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color:#ff6600;">DSM TARSIA SAN GIOVANNI / DSM SAN BASILIO / KING KONG STUDIOS</span></strong></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>ORLANDO FURIOSO di LUDOVICO ARIOSTO </strong></span></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>19 ottobre ore 21.00</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>A cura di maria sandrelli</strong></span></p>
<p>11 attori, 4 musicisti, 2 tecnici</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;Orlando Furioso contiene il mondo intero e tutti i mondi possibili e pensabili, perfino l&#8217;Antimondo che e&#8217; la Luna, dove sale Astolfo a cercare il senno dell&#8217;antico Paladino &#8220;saggio&#8221; per eccellenza, impazzito per amore: la&#8217; dove si raccolgono i desideri le illusioni i piaceri i dolori gli errori le erranze, e le lagrime e i sospiri degli amanti e le altre cose preziose, leggere, volatili che ci circondano e stanno dentro di noi, e che colmano questo poema dei lunatici. Non per niente -ha scritto Italo Calvino- Galileo ammiro&#8217; e postillo&#8217; quel poeta cosmico e lunare che fu Ariosto&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color:#ff6600;">COMPAGNIA MULTIETNICA CANE PEZZATO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#ff6600;">FEMMINA F di RICCARDO V. DELLA PIETRA</span>  </strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">20, 21, 22, 23,24 ottobre  ore 21.00</span></strong></p>
<p>6 attori, 2 musicisti</p>
<p style="text-align:justify;">Nuova versione appositamente realizzata. Il progetto <strong>a</strong>ttraverso le parole di poetesse e filosofe intende richiamare l’attenzione, sul fatto che da troppo tempo la società occidentale, lineare, meccanicistica e patriarcale, nel gioco dell’ equilibrio tra YIN e YANG, tra  femminile e maschile, si è sbilanciata da una sola parte con gravi conseguenze culturali che ci hanno condotto ad un punto di crisi irreversibile.Lo spettacolo vuole allora, con un gesto poetico, ripresentare al cittadino i caratteri femminili dello YIN opposti allo YANG maschile: il conservativo rispetto al dissipativo, il responsivo, rispetto all’aggressivo, il cooperativo rispetto al competitivo, l’intuitivo rispetto al razionale, per fare alcuni esempi. </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<h2><span style="color:#ff6600;">convers’azioni / ingresso libero</span></h2>
<p><span style="color:#008000;"><strong>workshop, mostra, video</strong></span></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color:#008000;">WOYZECK  di Georg Büchner / dal 19 al 23 ottobre ore 15/18  con NAFTA HOTEL</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;"> </span></strong><span style="color:#ff9900;">STAGE</span> di Claudio Collovà del gruppo OURAGAN di PALERMO</p>
<p><span style="color:#ff6600;">CLAUDIO COLLOVA’</span> uno fra i registi più interessanti della scena italiana, lavora spesso in Europa e notevoli i suoi lavori nel carcere minorile di Palermo.</p>
<h2><span style="color:#ff6600;">VULNERABILE</span></h2>
<h3><span style="color:#008000;">mostra fotografica permanente  / dal 17 al 24 ottobre ore 12.00-23.00</span></h3>
<p> A cura di YOKO HAKIKO</p>
<p>45 foto in BN sul tema del teatro sociale</p>
<p>Rebibbia Femminile</p>
<p>Rebibbia Regina Coeli</p>
<p>Rebibbia NC</p>
<p>Beirut</p>
<p>Hebron</p>
<p>Comunità terapeutiche per malati mentali</p>
<p>Centro antiviolenza Trullo</p>
<p>Centro anziani</p>
<p>Centro vittime di tortura e rifugiati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color:#ff6600;">CAFE’</span></h2>
<h3> <span style="color:#008000;">video rassegna / dal 17 al 24 ottobre ore 12.00-20.00</span></h3>
<p>a cura di DANIELE CAPPELLI</p>
<p>CLEOPATRA, 30’ di Celeste Taliani</p>
<p>ODISSEA, 30’ di  Maria Sandrelli</p>
<p>MACBETH, di Francesca Sandrini</p>
<p>ROMA FEMMINA, 30’ di Alba Bartoli</p>
<p>HAMLET A HEBRON, 20’ di CONTURSI</p>
<p>L’ARTE DEL TE’ A REBIBBIA, di TALIANI</p>
<p>GIALLO, 20’ di YOKO HAKIKO</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color:#ff6600;">vulnerabile 2009  </span></h2>
<h3><span style="color:#ff6600;"><span style="color:#008000;">r</span></span><span style="color:#ff6600;"><span style="color:#008000;">assegna di teatro sociale</span></span></h3>
<p style="text-align:justify;">Da una parte il teatro estetico, dall’altra un teatro volto alla formazione di un sistema di relazioni in una dimensione ludica, rituale ed educativa.</p>
<p style="text-align:justify;">Il teatro estetico termina con la messa in scena, l’opera d’arte conclusa, rivelatrice ed esportabile, commerciabile. Il Teatro etico invece sta nella messa in gioco dell’ esperienza individuale, con una attenzione particolare al processo teatrale che precede l’evento. Teatro che è rielaborazione dei vissuti dell’esperienza laboratoriale e che può essere riconosciuto anche come nuovo rituale del nuovo millennio in grado di contrastare la disaggregazione sociale e culturale, e interpretare, inventare nuove forme – tempi e modi – di relazione profonda fra le persone.</p>
<p style="text-align:justify;">Il teatro sfugge al conto e al calcolo, agli accertamenti della ragione, non si fa incontrare al mercato delle merci, non si fa rinviare a più tardi l’esistenza.</p>
<p style="text-align:justify;">L’io non è chiuso ma bensì aperto ed esposto. Per vulnerabilità umana intendiamo la connessione intima con la nostra dipendenza dagli altri,  la dimensione relazionale dell’essere umano. Teatro vulnerabile come vulnerabile  è l’essere umano (corpo) aperto all’incontro (ferita).</p>
<p style="text-align:justify;">“La mancanza di necessità che questo nostro essere sia vulnerato non lo rende invulnerabile” Agostino. Consegnare teatralmente il corpo – l’essere umano – al <em>vulnus</em> vuol dire potenzialmente consegnarlo alla cura e alla ontologia relazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Il teatro vulnerabile è dunque quel teatro attuale che racconta l’essere umano che accetta la sua propria vulnerabilità. Ovvero, attraverso la performance, si racconta l’essere umano, la unicità e la singolarità del suo essere, e la sua permanente relazione con l’altro. E in questo si fonda il senso ontologico dell’esperienza umana.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco allora una rassegna che non è solo una fila di spettacoli a tema che provengono da quell’ambito dove il teatro è inteso come processo, ma il teatro stesso si presenta come azione imperfetta di conoscenza del presente,</p>
<p style="text-align:justify;">per vivere il nostro tempo con la capacità di indirizzarlo, modificandolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Alle performance allora si affiancheranno stage, lezioni, incontri in una prassi dove le cose, le persone conosciute muovono e modificano il soggetto, lo fanno re-agire; e in questo modo la conoscenza è un atto creativo e non solo mimetico, un conoscere senza conoscente per essere nel mondo delle cose.</p>
<p style="text-align:justify;">La rassegna vuole essere uno spazio sfondo, la chòra nel Timeo di Platone, il Basho orientale, uno sfondo logico, etico, estetico, metafisico, gnoseologico: lo sfondo della relazione soggetto – oggetto, io-tu. Basho come campo dove conoscente e conosciuto sono in relazione.</p>
<p style="text-align:justify;">FESTIVAL VULNERABILE proverà ad essere un luogo, un teatro della prova, dove assieme all’attore lo spettatore è un partecipante attivo, l’<em>altro </em>attore, che si allena e si prepara ad entrare nella scena della vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo gli spettacoli provengono da luoghi del disagio o da esperienze laboratoriali, è previsto un numero contenuto di spettatori-partecipanti. Sono importanti il workshop e le rassegne foto e video.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Hello world!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 16:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>officineportroyal</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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