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festival vulnerabile
rassegna di teatro sociale
La manifestazione è realizzata con il sostegno del Comune di Roma. Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
a cura di Riccardo V. Della Pietra
“La mancanza di necessità che questo nostro essere sia vulnerato non lo rende invulnerabile”
Agostino
FESTIVAL VULNERABILE proverà ad essere un luogo, un teatro della prova, dove con l’attore lo spettatore è un partecipante attivo, l’altro attore, che si allena e si prepara ad entrare nella scena della vita.
Per questo gli spettacoli provengono da luoghi del disagio (carcere, centri di igiene mentale e una compagnia multietnica con rifugiati politici e immigrati) o da esperienze laboratoriali ed è previsto un numero contenuto di spettatori-partecipanti (per un massimo di 80).
REBIBBIA RECLUSIONE / MUSES / GRUPPO LIBERO
IL GARZONE DEL MACELLAIO di FERDINANDO AMMORE
17 e 18 ottobre ore 21.00
2 attori, 2 musicisti
L’attore detenuto o il detenuto attore GAETANO CAMPO presenta uno spettacolo di FERDINANDO AMMORE ripreso dal testo di Patrick MacCabe IL GARZONE DEL MACELLAIO. Storia di una infanzia difficile che sfocia in omicidio e follia. La vicenda dall’Irlanda si sposta a Messina e riguarda il nostro tempo. Confessione, intervista, dedica, canzone e poesia dove si mischiamo fino a confondersi realtà e finzione.
DSM TARSIA SAN GIOVANNI / DSM SAN BASILIO / KING KONG STUDIOS
ORLANDO FURIOSO di LUDOVICO ARIOSTO
19 ottobre ore 21.00
A cura di maria sandrelli
11 attori, 4 musicisti, 2 tecnici
L’Orlando Furioso contiene il mondo intero e tutti i mondi possibili e pensabili, perfino l’Antimondo che e’ la Luna, dove sale Astolfo a cercare il senno dell’antico Paladino “saggio” per eccellenza, impazzito per amore: la’ dove si raccolgono i desideri le illusioni i piaceri i dolori gli errori le erranze, e le lagrime e i sospiri degli amanti e le altre cose preziose, leggere, volatili che ci circondano e stanno dentro di noi, e che colmano questo poema dei lunatici. Non per niente -ha scritto Italo Calvino- Galileo ammiro’ e postillo’ quel poeta cosmico e lunare che fu Ariosto”.
COMPAGNIA MULTIETNICA CANE PEZZATO
FEMMINA F di RICCARDO V. DELLA PIETRA
20, 21, 22, 23,24 ottobre ore 21.00
6 attori, 2 musicisti
Nuova versione appositamente realizzata. Il progetto attraverso le parole di poetesse e filosofe intende richiamare l’attenzione, sul fatto che da troppo tempo la società occidentale, lineare, meccanicistica e patriarcale, nel gioco dell’ equilibrio tra YIN e YANG, tra femminile e maschile, si è sbilanciata da una sola parte con gravi conseguenze culturali che ci hanno condotto ad un punto di crisi irreversibile.Lo spettacolo vuole allora, con un gesto poetico, ripresentare al cittadino i caratteri femminili dello YIN opposti allo YANG maschile: il conservativo rispetto al dissipativo, il responsivo, rispetto all’aggressivo, il cooperativo rispetto al competitivo, l’intuitivo rispetto al razionale, per fare alcuni esempi.
workshop, mostra, video
WOYZECK di Georg Büchner / dal 19 al 23 ottobre ore 15/18 con NAFTA HOTEL
STAGE di Claudio Collovà del gruppo OURAGAN di PALERMO
CLAUDIO COLLOVA’ uno fra i registi più interessanti della scena italiana, lavora spesso in Europa e notevoli i suoi lavori nel carcere minorile di Palermo.
A cura di YOKO HAKIKO
45 foto in BN sul tema del teatro sociale
Rebibbia Femminile
Rebibbia Regina Coeli
Rebibbia NC
Beirut
Hebron
Comunità terapeutiche per malati mentali
Centro antiviolenza Trullo
Centro anziani
Centro vittime di tortura e rifugiati
a cura di DANIELE CAPPELLI
CLEOPATRA, 30’ di Celeste Taliani
ODISSEA, 30’ di Maria Sandrelli
MACBETH, di Francesca Sandrini
ROMA FEMMINA, 30’ di Alba Bartoli
HAMLET A HEBRON, 20’ di CONTURSI
L’ARTE DEL TE’ A REBIBBIA, di TALIANI
GIALLO, 20’ di YOKO HAKIKO
Da una parte il teatro estetico, dall’altra un teatro volto alla formazione di un sistema di relazioni in una dimensione ludica, rituale ed educativa.
Il teatro estetico termina con la messa in scena, l’opera d’arte conclusa, rivelatrice ed esportabile, commerciabile. Il Teatro etico invece sta nella messa in gioco dell’ esperienza individuale, con una attenzione particolare al processo teatrale che precede l’evento. Teatro che è rielaborazione dei vissuti dell’esperienza laboratoriale e che può essere riconosciuto anche come nuovo rituale del nuovo millennio in grado di contrastare la disaggregazione sociale e culturale, e interpretare, inventare nuove forme – tempi e modi – di relazione profonda fra le persone.
Il teatro sfugge al conto e al calcolo, agli accertamenti della ragione, non si fa incontrare al mercato delle merci, non si fa rinviare a più tardi l’esistenza.
L’io non è chiuso ma bensì aperto ed esposto. Per vulnerabilità umana intendiamo la connessione intima con la nostra dipendenza dagli altri, la dimensione relazionale dell’essere umano. Teatro vulnerabile come vulnerabile è l’essere umano (corpo) aperto all’incontro (ferita).
“La mancanza di necessità che questo nostro essere sia vulnerato non lo rende invulnerabile” Agostino. Consegnare teatralmente il corpo – l’essere umano – al vulnus vuol dire potenzialmente consegnarlo alla cura e alla ontologia relazionale.
Il teatro vulnerabile è dunque quel teatro attuale che racconta l’essere umano che accetta la sua propria vulnerabilità. Ovvero, attraverso la performance, si racconta l’essere umano, la unicità e la singolarità del suo essere, e la sua permanente relazione con l’altro. E in questo si fonda il senso ontologico dell’esperienza umana.
Ecco allora una rassegna che non è solo una fila di spettacoli a tema che provengono da quell’ambito dove il teatro è inteso come processo, ma il teatro stesso si presenta come azione imperfetta di conoscenza del presente,
per vivere il nostro tempo con la capacità di indirizzarlo, modificandolo.
Alle performance allora si affiancheranno stage, lezioni, incontri in una prassi dove le cose, le persone conosciute muovono e modificano il soggetto, lo fanno re-agire; e in questo modo la conoscenza è un atto creativo e non solo mimetico, un conoscere senza conoscente per essere nel mondo delle cose.
La rassegna vuole essere uno spazio sfondo, la chòra nel Timeo di Platone, il Basho orientale, uno sfondo logico, etico, estetico, metafisico, gnoseologico: lo sfondo della relazione soggetto – oggetto, io-tu. Basho come campo dove conoscente e conosciuto sono in relazione.
FESTIVAL VULNERABILE proverà ad essere un luogo, un teatro della prova, dove assieme all’attore lo spettatore è un partecipante attivo, l’altro attore, che si allena e si prepara ad entrare nella scena della vita.
Per questo gli spettacoli provengono da luoghi del disagio o da esperienze laboratoriali, è previsto un numero contenuto di spettatori-partecipanti. Sono importanti il workshop e le rassegne foto e video.
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